La nuova Piazza Card. Ludovico Calini
A cura di Celeste Ferrari
Parrocchia di San Michele Arcangelo in Calino

Per la memoria futura e per i posteri, credo sia bene descrivere i fatti e gli avvenimenti più rilevanti che hanno
caratterizzato questa estate 2004 e che riguardano il nostro paese che sta diventando sempre più bello ed accogliente.
Senza dubbio sono due le opere che risaltano agli occhi di chi vi abita, transita o visita, e che meritano essere
ricordate: l'Oratorio parrocchiale e la piazza principale intitolata all'illustre calinese card. Ludovico
Calini (1696-1782).
Il 27 settembre 1969 la nostra piazza cambiò nome: da Carlo Alberto è stata dedicata come lo è tuttora
(la targa marmorea sulla facciata dell'Oratorio lo testimonia) al card. Ludovico Calini, uno dei figli della
nobile e numerosa famiglia che possedevano e abitavano nell'antico palazzo, ora nostro Oratorio.
È bene quindi ricorrere alla storia e conoscere questo nostro personaggio. A parte riporto il testo sul card.
Calini tratto dal primo libro su "Calino, antico borgo della Franciacorta" edito nel 1982 a cura del Consiglio di
Frazione.
La piazza e il centro storico
L'amministrazione comunale ha affidato i lavori ad una ditta di Cosenza; essi sono iniziati a metà gennaio e terminati,
come da contratto, a metà luglio.
In precedenza un'altra impresa edile locale, nei mesi di novembre e dicembre, ha provveduto alla sostituzione di
tutte le tubature dei vari servizi e scarico delle acque bianche.
Memorabili le interminabili interruzioni e i disagi alla popolazione residente e non!
La piazza è stata rivestita da cubetti di porfido (provenienti dal Portogallo!) di colore grigio per le zone di
parcheggio e marciapiedi, e marrone per la sede stradale.
Nuovo e caratteristico tutto l'impianto di illuminazione, consistente in lampade a lanterna (doppie e singole)
su pali in ghisa color nero.
Ora si attendono (già ordinate) le fioriere spartitraffico, il tabellone per gli avvisi comunali e pianta del
paese, i cosiddetti "semafori intelligenti" (due) il cui impianto a terra è già predisposto, e la cabina telefonica
pensile.
Lo Stemma a terra

Alcune persone hanno chiesto cosa significasse quella scala e bandiera incrociata, in marmo, poste per terra sul
lato destro della piazza. Ecco che il libro di storia viene in aiuto.
Gezio Calini (sec. XII) figura leggendaria di capitano crociato al seguito dell'Imperatore Corrado (1148).
Secondo la leggenda avrebbe preso parte all'assedio di Damasco e per primo sarebbe salito con una scala sulle mura,
piantandovi l'asta e togliendo una bandiera nemica. Rimasto solo riuscì, pur ferito, a ridiscendere fra i suoi e a
portare con sé la bandiera e la scala.
L'Imperatore Corrado gli avrebbe concesso perciò di fregiare lo scudo con l'arma di una scala d'oro e di una bandiera
bianca in campo azzurro. Per questo fatto divenne lo stemma dei Calini e in seguito di Calino, residenza della nobile
casata (tre palazzi, oltre all'Oratorio attuale dove il cardinale "soleva passare le vacanze").
Il nostro paese ha una via dedicata a Gezio Calini, quella di collegamento tra via M.L.King e via S. Michele.
La chiesetta di S. Stefano sul colle (oggi dei Maggi) è la tomba gentilizia dei conti Calini che sono lì ricordati
da numerose epigrafi.
Il Palazzo del Cedro ora Oratorio
Sulla ristrutturazione e trasformazione del nostro bellissimo Oratorio in questi ultimi anni, tanto è stato scritto
e documentato, anche con molte fotografie a colori, nel Bollettino Parrocchiale straordinario dal titolo
"Oratorio in Festa" 8-16 maggio 2004 (1952-2004). Bollettino senz'altro da conservare! Al proposito devo citare
alcune testimonianze scritte che ho ricevuto, dopo averlo spedito ai sacerdoti, suore e missionari del nostro
paese che operano fuori Calino. Eccone alcune:
don Riccardo Baxiu (curato per 25 anni): "... ho potuto così unirmi in Spirito e gioia con voi per le
belle realizzazioni. Spero che tutto sia riuscito bene e che la benedizione di tre vescovi (di cui uno
cardinale) possa dare impulso e coraggio al Parroco, collaboratori e gioventù a continuare ad operare.
Sono certo che Calino sarà "invidiato" dagli altri paesi e cercheranno di emularlo..."
don Cosimo Taurisano (parroco per 8 anni): "... del numero unico sull'Oratorio ho letto alcuni articoli
interessanti. Mi ero proposto di essere presente almeno al termine della festa, ma domenica 9 maggio è
stata per me una giornata intensa in ospedale; la sera ero stanco e ho dovuto rinunciare a fare un salto.
Troverò il momento per venire a vedere il complesso rimesso a nuovo ..."
Giuditta Ferrabò (ultima vocazione religiosa presso le Oblate dell'Oreb): "... è diventato un bellissimo Oratorio!
Ci sono tantissimi ricordi lì dentro, ma soprattutto c'è l'esperienza e la scoperta di Dio, la crescita nella fede…
la nostra vita nella sua parte più bella, fresca, innocente! Ora che avete gli ambienti, avete anche più
responsabilità nell'impegnarvi per i ragazzi che, anche con la mentalità di oggi, sembra più difficile far crescere
in loro le domande fondamentali della vita, domande che i ragazzi di oggi, come quelli di tutti i tempi, portano
sempre in loro ..."
È ancora molto presente e viva la frenetica settimana di festeggiamenti per l'inaugurazione del nuovo Oratorio, cui
tutto il Paese ha partecipato: la solenne ed eminente presenza del card. Giovanni Battista Re e dei vescovi di Brescia;
le Ss. Messe celebrate insieme; il pranzo di questi con i rappresentanti dei Consigli Parrocchiali
offerto al Centro Oreb; il recital dei giovani
e ragazzi, la sera nel campo sportivo, dal titolo "Emmaus"!
Questa impegnativa e memorabile estate 2004 è continuata nella domenica successiva con la Iª Fiera Comunale
"Franciacorta in Fiore" tenuta a Calino nell'antica Fattoria Maggi, conclusa con il concerto in Chiesa Parrocchiale
dal "Festival Brescia-Bergamo" e diretto dal m° Pier Carlo Orizio (figlio di Agostino, direttore d'orchestra e
nostro ex-sindaco).
Alla fiera erano presenti sei gruppi
di figuranti in costumi medioevali.
Inoltre, è stata portata a termine la sistemazione, come alle sue origini (sia esterna che interna), della villa
Calini detta anche piccola Fattoria, ora Maggi, in piazza Caduti. La villa, il corpo più antico risalirebbe alla
metà del XVI° secolo (circa), è arricchita da affreschi di Lattanzio Gambara ordinati dal conte Vincenzo Calini,
iniziati nel 1697 e finiti nel 1709.
La villa è sotto la tutela del Ministero dei Beni Ambientali e Culturali e della Sovrintendenza di Brescia.
Gli affreschi, ora puliti e ravvivati, sono meravigliosi; rappresentano figure e scene mitologiche, con finiture
in oro zecchino.
Infine, si è tenuta poi la riuscitissima "Festa della Birra", grazie al gruppo "giovane" organizzatore, il cui ricavato
è stato devoluto all'Oratorio.
Da ricordare con apprezzamento l'annuale GREST per i ragazzi
Le Feste di Settembre, le quali chiudono questa vivace e ricca estate, ma nel contempo aprono il nuovo anno pastorale
2004-2005.
Infine l'evento nuovo e straordinario:
La "Festa della Famiglia" tenutasi lo scorso 26 settembre. Una festa che ha visto riunite le 19 parrocchie della
nostra zona pastorale VI di S. Carlo.

IL CARDINALE LODOVICO CALINI
Di antica e nobile famiglia bresciana, il cardinale Lodovico Calini nacque il 9 gennaio 1696 dal conte Vincenzo e
Teodora Martinengo Palatino.
Detto umanista, iscritto all'Accademia degli erranti, forbìto ed elegante latinista, oratore convincente, fu scelto
fra gli accademici ecclesiastici dal vescovo Barbarigo, quindi in quella Arcadi fondata pure a Brescia dal Barbarigo
col poeta Innocenzo Furgoni.
Dal canonicato della Cattedrale, passò vescovo di Crema il 21 Settembre 1730, ove tenne un rinomato Sinodo. Dal Papa
Benedetto XIV venne elevato alla dignità di Patriarca di Antiochia nel 1751; e il 30 Maggio 1765, chiamato a Roma
presso le Sante Congregazioni, fu eletto commendatore di Santo Spirito di Sassia, carica equivalente a Ispettore
superiore dell'Ospedale, divenuta onorifica molti anni dopo, e cioè nel 1870.
Il Papa Clemente VIII lo creò cardinale il 29 Settembre 1766, col titolo di S.Anastasia.
Nel 1769 ebbe l'incarico di Visitatore e Protettore della Chiesa e Confraternita dei Bresciani in Roma.
A lui successe altro nostro concittadino, il Cardinale Giovanni Andrea Archetti, Vescovo di Ascoli.
Venerando e stanco delle molte fatiche sofferte, ritornò a Brescia, ivi morì il 9 dicembre 1782, e fu sepolto in
S.Faustino Maggiore, nella Cappella di S.Onorio, dove i Calini avevano la tomba, e dove nel 1775 aveva fatto costruire
a sue spese l'artistico altare maggiore.
Un suo splendido ritratto esiste nella chiesa capitolare del Duomo, e fra i molti ricordi della sua lunga e infaticata
vita ricordiamo solo:
1) la consacrazione della Chiesa di Cazzago nell'ottobre del 1756;
2) la consacrazione della Chiesa di Calino, ove era stato battezzato il 18 gennaio 1696, avvenuta solennemente
il 25 settembre 1768.
Lodovico Calini giunse al cardinalato all'età di 70 anni circa con titolo di S. Anastasia, chiesa presso il Circo
Massimo, dove è sepolto il celebre Card. Angelo Mai, e dal quale ebbe pure il titolo il Cardinal Ferrari.
Il Calini fu il 12° dei quattordici figli di Vincenzo. Fu suo fratello il conte Rutilio, detto il Catone dal card.
Querini per la sua probità; e decorato dai Bresciani dell'appellativo di Padre della Patria, per essersi prodigato
in favore di Brescia come guerriero e come oratore durante le guerre di successione spagnola.