La Parrocchiale

La Chiesa Parrocchiale di Calino è dedicata a San Michele Arcangelo.

La precedente Chiesa di San Michele, pur sorgendo nello stesso luogo, era orientata diversamente da quella attuale e presentava caratteristiche e ambienti diversi.

La Chiesa attuale risale alla prima metà del XVIII secolo su progetto dell'architetto Bernardo Fedrighini ed è stata consacrata dal Cardinale Ludovico Calini il 25 settembre 1768, come appare dalla lapide commemorativa posta a metà della navata presso la porta laterale destra.

Nella nuova chiesa del XVIII secolo, invece, gli altari da tre divennero cinque:
  • Altare maggiore dedicato a San Michele arcangelo
  • Altare dedicato al culto della Madonna del Rosario (il primo a destra, con la bella statua in legno decorata di scuola fantoniana)
  • Altare del Ss. Sacramento (il primo a sinistra, con l'importante soasa lignea tardo seicentesca di Gaspare Bianchi, il paliotto con l'Ostensorio in intarsio marmoreo versicolore e la rappresentazione della Cena di Sante Cattaneo)
  • Altare di San Giuseppe (il secondo a destra - ma che ancora all'inizio del secolo scorso era dedicato a San Nicola -, con la raffigurazione di Giuseppe col Bambino, san Fermo e san Nicola)
  • Altare di Santa Gioconda (il secondo a sinistra, con la tela dell'inizio del Settecento raffigurante la Santa inginocchiata ai piedi della Vergine col Bambino e i santi Sebastiano, Antonio da Padova e Luigi, anche se la figura di quest'ultimo appare molto ritoccata e vistose macchie di colore coprono lo strato di tempera precedente; inoltre, nel paliotto dell'altare è raffigurata santa Giocondina a tarsie marmoree policrome).
   
    Chiesa parrocchiale
"San Michele Arcangelo"
Nella parrocchiale odierna, tranne l'altare maggiore e quello della Cena, gli altri sono della fine del Settecento o dei primi anni del secolo scorso in stile neoclassico, compresa l'ancona absidale che incornicia la pala di San Michele, benché dietro di essi gli ultimi restauri abbiano portato alla luce l'esistenza di tracce assai modeste di decorazione pittorica precedente.
Tali altari, insieme al formidabile arricchimento artistico del complesso monumentale compiuto nei primi decenni dell'800 (e nel corso del '900), sono certo da imputare alla sensibilità e all'iniziativa del parroco dell'epoca, don Simplicio Bertelli - "infaticabile per l'abbellimento del tempio" -, come recita una lapide dedicatoria posta nella cappella del cimitero di Calino.
Dello stesso periodo sono pure le due balconate lignee dell'organo e della cantoria, il pulpito, i due angeli sul frontone dell'abside che tengono aperto il Libro con scritto il versetto 4 del Salmo 98: "iudicium et iusticiam in Iacobi fecisti", il semplice coro in noce e la balaustra lignea che separava la chiesa dal presbiterio (ora nella cappella dell'Oratorio); invece, i banchi della chiesa e le cassapanche in legno massiccio di noce sotto la cantoria sono settecenteschi, mentre le panche del coro sono state eseguite nel 1903 e la zoccolatura marmorea a metà degli anni Quaranta del nostro secolo, durante il rettorato di don Franco Cigola.
L'ORGANO
L'organo della parrocchiale risale al 1875 ed è opera di P. Perolini (Bergamo). Una scheda storica, musicale ed artistica è stata recentemente pubblicata sul sito web:
www.organibresciani.it (scheda redatta da Gatti Massimiliano, curatore del sito stesso).
Lo ringraziamo per la sua passione, la sua competenza e il prezioso servizio offerto alla nostra comunità parrocchiale.
Quindi non ci resta che conoscere più a fondo questa nostra preziosa opera d'arte presente nella nostra chiesa: l'organo.

   
LE OPERE PITTORICHE
Gli affreschi delle volte sono opera del pittore clarense Giuseppe Teosa e recano nel tondo della volta absidale la firma dell'autore e la data 1815. Questo artista ha lasciato proprio a Calino, dove dovette lavorare per diversi anni, una delle testimonianze più importanti e significative della sua arte. Gli affresci a lui attribuiti: Le tele sono invece del XVII e XVIII secolo, non tutte di autore noto:
  • La Deposizione posta sulla parete destra (a fianco del portale), che reca ancora memoria della destinazione voluta dalla pietà del committente dopo la scomparsa dell'amata consorte: "aere ac pietate q. Elisabetta ex comitibus de Gambara Camilli Calini uxoris relicta / anno Domini MDCLIII" una bella figura questa nobile Elisabetta Gambara che si era distinta in vita per l'opera di carità verso i poveri durante la pestilenza di qualche anno prima.
  • La seicentesca raffigurazione dello Sposalizio mistico di Santa Caterina davanti alla Vergine col Bambino, di recente collocata sulla parete destra del presbiterio;
  • Sant'Antonio da Padova opera forse di Antonio Gandino.
  • La Pietà datato 1653 e conservato nella canonica.
  • Santa Rosa che accoglie tra le braccia Gesù Bambino collocato in sacrestia.
Ma opere di pregio sono purtroppo state alienate e trafugate in tempi assai recenti (1992) che ha visto privata la parrocchia di importanti dipinti:
  • La Crocifissione di san Pietro col Cristo opera seicentesca.
  • San Francesco d'Assisi dello stesso periodo
  • La Fede, tela cinquecentesca attribuita al Moretto (o alla sua bottega), con i simboli della croce, dell'ostia e del calice, di impianto artistico analogo ad altri due dipinti con lo stesso tema esposti nella parrocchiale di Asola (MN) e al museo dell'Ermitage di Leningrado.
Una nota a parte merita invece la grande pala di San Michele che precipita il demonio negli inferi, collocata al centro dell'abside dietro l'altare maggiore; si tratta di un'opera attribuita ad Antonio Cifrondi, dipinta all'inizio del Settecento in sostituzione di un'altra tela di francesco Paglia, ora perduta. Essa veniva utilizzata come portella per coprire la statua del Sacro Cuore posta in una nicchia al centro dell'abside (che era stata creata murando la grande finestra centrale precedente), circostanza questa che mise a dura prova il dipinto; nel 1935-36 si rese perciò necessario un radicale restauro che fu affidato al Sala di Brescia, il quale ridipinse le parti più rovinate lasciando evidenti segni del suo intervento.

Va notata, da ultimo, anche l'inclinazione del presbiterio rispetto all'asse della chiesa, caratteristica non infrequente, che è dovuta ad una precisa consuetudine architettonica dettata tradizionalmente da una duplice ragione di ordine teologico e formativo: vale a dire, riprodurre in modo ideale fin dal progetto stesso della chiesa, impiegato in questo caso come un raffinato strumento di educazione religiosa immediatamente percepibile e amplificabile nel suo contenuto di fede, l'immagine del Cristo morente sulla croce, col capo reclinato sulla spalla.

La Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo in Calino è stata di recente sottoposta ad una imponente e importante opera di pulitura e di restauro conservativo (i lavori sono terminati nel 1997), sia all'interno che all'esterno dell'edificio, che hanno restituito splendore alle opere contenute.
Un doveroso pensiero di ringraziamento deve essere rivolto a don Luigi Bonardi, parroco di San Michele Arcangelo in Calino, per la cura con cui voluto e favorito questa opera di restauro, e a tutta la comunità che ne ha sostenuto e incoraggiato il progetto e la realizzazione.


La Presenza Religiosa in Parrocchia
In Parrocchia sono presenti importanti e significative figure religiose:
  • Il parroco don Paolo Salvadori
  • Il diacono Giuseppe Cominelli
  • Tre Suore della Congregazione Suore di Cristo - Unione «Mysterium Christi» che offrono il loro servizio nella Scuola Materna, nella Catechesi e nell'animazione pastorale della parrocchia.
  • La comunità delle Oblate Apostoliche del movimento Pro Sanctitate presso il Centro Oreb - Santa Maria dell'Arco conosciuto e prezioso centro di spiritualità a servizio della zona pastorale e della intera diocesi.

Le informazioni pubblicate in questa pagina sono tratte da:
"Calino - Notizie storiche di vita religiosa e sociale"
di Gabriele Archetti
Edizioni: Quaderni della Biblioteca Comunale don Lorenzo Milani
- Cazzago San Martino - 1998